"Durante il giorno giocavano a carte, mangiavano fino a scoppiare, facevano delle sieste granitiche che li lasciavano esausti, e appena calava il sole facevano partire l'orchestra"
"L'amore ai tempi del colera", G.G.M. pag. 293
"Durante il giorno giocavano a carte, mangiavano fino a scoppiare, facevano delle sieste granitiche che li lasciavano esausti, e appena calava il sole facevano partire l'orchestra"
"Senza tempo per pensarci, si lavò le mani in qualche modo, mormorando: «Grazie, Dio mio, grazie, che buono che sei», pensando di non aver ancora fatto il bagno per le maledette melanzane che le aveva chiesto Hildebranda senza dirle chi veniva a pranzo."
"Detestava le melanzane fin da bambina, prima ancora di averle assaggiate, perché le era sempre sembrato che avessero un colore da veleno. Solo che quella volta dovette ammettere comunque che qualcosa era cambiato in meglio nella sua vita perché a cinque anni aveva detto la stessa cosa a tavola e suo padre l'aveva obbligata a mangiarsi tutto il tegame previsto per sei persone. Aveva creduto di morire, prima per i vomiti delle melanzane masticate, e poi per il tazzone di olio di ricino che le avevano fatto bere a forza per curarla dal castigo."
"Allora fu Florentino Ariza a vedere in faccia la morte, quello stesso pomeriggio, quando ricevette una busta con una striscia di carta strappata dal margine di un quaderno di scuola, e con la risposta scritta a matita su una sola riga: ' Va bene, mi sposo con lei se mi promette che non mi farà mangiare melanzane'."